Elettrica ed elettronica: l’arte di Carsten Nicolai all’Hangar Bicocca

29 novembre 2012


Riuscire a vedere la musica. Come? Attraverso la fascinazione dell’arte. Questa la missione di Carsten Nicolai, fin dagli Anni ’90 interprete delle più avanzate avanguardie europee. Nel campo delle arti visive, che indaga con una profondità ed un rigore concettuali assoluti, grazie ad una matura padronanza delle nuove tecnologie. Nel campo della musica elettronica, dove si muove da oltre quindici anni con lo pseudonimo di Alva Noto.

L’artista e il musicista, due facce della stessa medaglia: entrambe accolte dall’Hangar Bicocca di Milano. Una mostra, aperta fino al prossimo 6 gennaio; una performance, evoluzione della tradizionale idea di concerto, in scena giovedì 29 novembre alle 22. Appuntamenti unici, entrambi di incredibile suggestione, costruiti e calibrati in perfetta simbiosi con gli ampi e magniloquenti spazi dell’Hangar.

Con Unidisplay  Nicolai supera se stesso: un videowall lungo cinquanta metri, ampliato all’infinito grazie alla posa sapiente di superfici riflettenti, permette ammalianti suggestioni immersive. La scomposizione di input sonori, processata a livello digitale, traduce il suono in minimi segni visuali, che vanno a comporsi in un armonico affresco astratto in costante movimento. Un bombardamento sensoriale dall’inarrivabile effetto scenografico.

Un intervento che esalta al massimo gli spazi suggestivi dell’Hangar, immenso spazio industriale oggi consegnato all’arte. Dove campeggiano in pianta stabile, mastodontici, I sette palazzi celesti  del tedesco Anselm Kiefer; e dove è accolta, fino al prossimo 6 gennaio, l’On space time foam  di Tomas Saraceno: superficie trasparente di 400 mq sospesa a circa 25 metri di altezza, sulla quale arrampicarsi, perdersi, ritrovarsi.