L’arte al tempo delle nuove tecnologie

14 novembre 2012


C’è una parola più di ogni altra capace di unire l’arte al mondo delle nuove tecnologie, a creare un ponte con l’ambito delle telecomunicazioni dell’era digitale. Questa parola è “connessione”, termine cardine per la terza edizione di Digital Life, ricco calendario di incontri chela Fondazione Romaeuropa dedica all’ibridazione dei linguaggi espressivi, in un dialogo proficuo con quanto la scienza sa oggi offrire all’arte.

Tre location diverse per altrettanti percorsi tematici: all’Opificio Telecom Italia una serie di dialoghi e dibattiti sul tema della creatività in senso lato, della carica innovativa che questa sa avere nei confronti dell’intera società; all’ex GIL le ultime affascinanti sperimentazioni nel campo dell’arte digitale; al MACRO, infine, una riflessione sui più diversi linguaggi del contemporaneo, mediata dalle opere di artisti di livello internazionale.

Gli ambienti tridimensionali elaborati da Apparati Effimeri, ma anche l’acuta critica sociale di Overlab Project: negli spazi trasteverini dell’ex GIL va in scena una sintesi affascinante tra la padronanza della manipolazione dei più avveniristici strumenti digitali e la più sensibile capacità di analisi del mondo di oggi. Artisti-scienziati quelli chiamati da Digital Life in questa sede, esponenti di un nuovo modo di vivere la propria dimensione creativa.

Nomi storici come Nam June Paik, Vito Acconci, Marina Abramovic e William Forsythe; ma figure come Masbedo e Shilpa Gupta, capaci di lasciare un segno nell’arte degli Anni Zero: al MACRO va in scena un confronto serrato tra video-arte, fotografia, performance e installazione; uno sguardo mai così ricco sui diversi modi con cui l’arte ha saputo, negli ultimi decenni, rapportarsi con tecniche di riproduzione sia tradizionali sia d’avanguardia.