Basilea? S’è spostata in Florida

7 dicembre 2012


Se Maometto non va alla montagna è la montagna che va da Maometto. E così, da undici anni a questa parte, la più grande e importante fiera d’arte d’Europa scende dalle vette innevate della Svizzera e sverna a Miami Beach, Florida, vetrina privilegiata per un incontro proficuo con il mercato americano. Che avrà anche ceduto, per la prima volta dal dopoguerra, lo scettro del più ricco del mondo a quello cinese, ma che resta decisamente intrigante.

Sono 260 le gallerie arrivate da ogni angolo del globo ad Art Basel Miami, undici quelle italiane: inaugurazione dell’evento giovedì 6 dicembre per un lungo fine settimana all’insegna dell’arte, con circa duemila artisti in rappresentanza di trentuno Paesi. E come sempre accade nelle città che ospitano appuntamenti di questo genere è un fiorire incontrollato di eventi off: sono oltre venti le fiere satellite censite, nel week-end, in città.
Ampio spazio ad artisti latino-americani, con scelte che guardano intensamente alle più ammiccanti evoluzioni del pop d’autore: queste le impressioni da una fiera dove non mancano autentiche parate di stelle. L’intenso omaggio di Santiago Sierra ai veterani delle guerre in Iraq e Afghanistan; Ryan Gander, nome di punta del contemporaneo; ma anche gli italiani Diego Perrone, Daniele Puppi e Lara Favaretto.

In questi giorni, a Miami, l’arte è un po’ dappertutto. Ovviamente nei musei: al Bass, che nel verde di Collins Park inaugura una imponente sezione di sculture a cielo aperto. E proprio in cielo, con il passaggio continuo di piccoli aerei che sventolano sulla città banner d’artista, con frasi dei vari Ed Ruscha, Martin Creed e Jenny Holzer; persino al fast-food: con la catena Shake Shack, regno dell’hamburger d’autore, che ospita collettive di giovani emergenti.