Da Roma a Firenze, piacevoli (ri)scoperte

25 dicembre 2012


È uno dei complessi archeologici meglio conservati al mondo, testimonianza preziosissima del talento ingegneristico degli antichi romani. Ed è stato a lungo sconosciuto al grande pubblico, disponibile all’esclusivo interesse di esperti e studiosi. Fino ad oggi. La Città Eterna svela parte dei monumentali sotterranei delle Terme di Caracalla, porzione finalmente visitabile di un dedalo che si estende per circa 130mila metri quadrati.

Allestita una preziosa sezione museale, che racconta attraverso una cinquantina degli oltre 2.600 reperti rinvenuti nell’area, un’importante stagione della Roma imperiale. Quella contrassegnata dal dominio della dinastia dei Severi, casata ricordata per l’accorta politica militare di Settimio e per il dissennato dispotismo dello stesso Caracalla. Le loro gesta sono tutt’ora ricordate, per quanto in forma frammentaria, grazie ad uno straordinario rinvenimento.

Non è che un brano, ma in origine doveva estendersi per circa cento metri lineari: è il fregio commemorativo rinvenuto in una delle palestre del complesso termale, scolpito con una minuzia di dettagli impressionanti. Celebra le campagne condotte dai Severi, le loro molte vittorie, i lussuosi trionfi. Ma in questi giorni non è solo Roma a festeggiare, con l’apertura di un nuovo spazio museale: anche Firenze ha buoni motivi per rallegrarsi.

È stata interdetta al pubblico per oltre un anno e mezzo, oggetto di un restauro attento e scrupoloso. La Galleria degli Uffizi ritrova finalmente la Sala 42, detta della Niobe, minata da preoccupanti segni di cedimento del pavimento: a rischio il gruppo dei Niobidi, copia romana di originali ellenistici rinvenuti a Roma nel XVI secolo. E prontamente acquisiti dalla famiglia de’ Medici.