In Valle d’Aosta si punta … sui giovani

5 dicembre 2012


Non c’è grande città europea che non abbia un’Accademia di Belle Arti: ventuno, da altrettanti Paesi,  quelle chiamate a raccolta dal Saint Vincent European Art 2012, prima edizione di un appuntamento biennale con le nuove tendenze del contemporaneo. Al direttore di ciascun istituto il compito, non semplice, di indicare nomi ed eccellenze creative: 44 il totale degli artisti selezionati, in mostra nella città aostana fino a fine gennaio.

Dall’Albertina di Torino a Brera, rappresentanza di un’Italia che gioca in casa; ma anche il Chelsea College of Art and Design di Londra e una ricca partecipazione da parte di paesi dell’est e dell’area del Baltico:la Polonia, sempre più consolidata nel suo ruolo di fresca protagonista dell’arte di oggi; ma anche Lettonia, Lituania ed Estonia, con Tallinn esaltata solo nel 2011 dallo status di Capitale Europea della Cultura.

Una vetrina intrigante per nomi che puntano ad entrare di diritto nel mondo e nel mercato dell’arte che conta; una pluralità di linguaggi, esperienze e suggestione che restituisce un quadro ricco e completo delle urgenze espressive di oggi. Dalle quali emerge un’analisi profonda e pungente della società: nei video malinconici del finlandese Sakari Tervo, ad esempio; o negli effettati fotoritratti dello slovacco Peter Ančic.

Una giuria composta da curatori in arrivo da diversi Paesi d’Europa ha assegnato il primo premio di SVEART a Simon Bervet, nato in Francia ma attivo in Belgio, che con il collage urbano di Shiza town  traduce in video, con toccante lirismo, tensioni e suggestioni diffuse in ogni città del Vecchio Continente. Premi e menzioni anche per le sculture e le installazioni del britannico Tom Railton e per quelle del polacco Wojciek Sobczyk