Le segrete meraviglie di Casa Dickens

12 dicembre 2012


È stata teatro di un soggiorno breve ma intenso, testimone della stesura di opere che hanno cambiato per sempre la storia della letteratura inglese. L’austera dimora in stile georgiano al civico 48 di Daughty Street, nel cuore di Londra, è per tutti “Casa Dickens”: qui il romanziere ha vissuto, qui ha terminato alcuni dei suoi più intensi capolavori. Qui, dal 1925, è collocato un museo che ne celebra il mito; un luogo oggi riaperto dopo un lungo e impegnativo restauro.

Otto mesi di chiusura per un improrogabile restyling, poi il ritorno: con l’immancabile visita da parte della famiglia reale, nei giorni in cui si festeggia il bicentenario della nascita dello scrittore. Dalle cucine alla camera da letto, passando per salotti, disimpegni, studio e biblioteca: quattro piani arredati con mobili d’epoca, traboccanti cimeli e memorabilia; manoscritti autografi e prime edizioni, ma anche veri e propri gadget ante-litteram.

È in queste stanze, seduto allo scrittoio, che Charles Dickens ha completato “Il Circolo Pickwick” e scritto integralmente l’epocale “Oliver Twist”; qui ha lavorato a “Nicholas Nickleby” e avviato la stesura di “Barnaby Rudge”: pietre miliari della sua intensa attività di scrittore. Poco più di due anni quelli passati da Dickens tra queste mura, dalla primavera del 1837 al dicembre del 1839. Sufficienti per eternarne il mito.

Affascinante e tormentata, al pari di quella dei personaggi dei suoi romanzi, è anche la storia di questo Charles Dickens Museum, sito nell’unica casa superstite tra le tante abitate dallo scrittore nel corso degli anni. Salvata da una possibile demolizione, era il 1923, grazie all’intervento della “Compagnia Dickens”, associazione che a livello internazionale si impegna a celebrare e ricordare l’estro di una penna unica.