Monza chiama, la Cina risponde

31 dicembre 2012


L’Italia guarda alla Cina. NaturalMente . Questo il tema della prima edizione della Biennale che negli splendidi spazi della Villa Reale di Monza vede le due culture tendersi la mano, osservarsi e dialogare, offrire l’una all’altra inedite chiavi di lettura per la contemporaneità. L’interazione tra l’uomo e l’ambiente, una riflessione attenta e profonda su rapporti di struggente fragilità: un viaggio intimo, confortato dalla meraviglia dell’arte.

In cabina di regia una squadra di curatori che vede in prima linea Wang Chunchen, Mian Bu e l’italiano Ivan Quaroni: la sua predilezione per le ultime evoluzioni del contemporaneo, per la maturazione di uno stile che assimila il pop alle speculazioni surrealiste, è lasciapassare per la partecipazione di artisti dal percorso inedito e originale. Ecco, allora, i colori accesi e i temi sfrontati di Giuseppe Veneziano, cinico e ironico cantore del presente.

Ma ecco anche, in dote dai partner cinesi, la foto di Li Wei “The baby leaves away from the earth”, scelta come copertina del Premio Nobel Mo Yan per la traduzione italiana de “Le 6 reincarnazioni di Ximen Nao”. Il percorso espositivo si snoda lungo gli appartamenti della Villa Reale, vero e proprio gioiello neo-classico: meraviglia nella meraviglia quella offerta da una cornice dal fascino assoluto.

Lungo magnifici corridoi e saloni finemente decorati trovano posto opere di maestri indiscussi dell’arte italiana, come Fabrizio Plessi e Giorgio Griffa; ma anche gli interventi dei vari Mu Chen, Ke Huang, Lan Zhenghui e Zhang Zhaoui, espressione delle più innovative avanguardie dell’arte cinese. Tra video, sculture, pittura e installazioni, un incontro inedito e avvincente.