Nefertiti, da un secolo regina di Berlino

13 dicembre 2012


È tra le donne più amate di Berlino; icona, da un secolo a questa parte, che testimonia con il suo nobile profilo la passione per l’arte e il gusto di un’intera nazione. E dire che non è nemmeno tedesca, anzi. Arriva da lontano, dalle sabbie del deserto egiziano: è la statua di Nefertiti conservata oggi al Neues Museum, eccezionale scoperta dell’archeologo Ludwig Borchardt che risale al 1912. E che dunque, in questi giorni, festeggia un compleanno importante.

Sembrano nulla cento candeline per un manufatto che ha almeno 3.300 anni di storia alle spalle: eppure, per Berlino, la ricorrenza ha un valore speciale. Il Neues Museum, che con il suo milione di visitatori ogni anno è tra le collezioni più visitate della Germania, fa le cose in grande: un allestimento sontuoso accompagna “In the light of Amarna”, mostra che svela magnifici tesori e reperti archeologici. In parte inediti.

I ricchi magazzini del museo aprono i propri scrigni più segreti, offrendo per la prima volta al pubblico una selezione di meravigliosi gioielli rinvenuti nell’area archeologica di Amarna. Accanto a questi reperti, pezzi in arrivo dal Louvre, dal British Museum e dal Metropolitan di New York: un  quadro ricco e completo su uno dei periodi più intensi della storia dell’antico Egitto. E su cui domina, naturalmente, il celebre busto di Nefertiti.

Una gemma al centro di annosi contenziosi. Mai del tutto chiarite le vie che portarono Nefertiti a Berlino: ancora recentemente l’autorevole settimanale Der Spiegel  ha adombrato forti dubbi sulla liceità della campagna di scavi condotta da Borchardt, soprattutto su presunte omissioni avvenute al momento di dichiarare l’effettiva quantità e qualità artistica dei reperti rinvenuti. Una regina trafugata? Difficile, forse impossibile appurarlo. Certo è che un ulteriore mistero non può che accrescere il fascino di un’opera già seducente.