Una nuova piazza per Milano

10 dicembre 2012


Otto studi di architettura da tutto il mondo, autorevoli firme in calce ad un progetto che cambia lo skyline di Milano; aggiornando il profilo della città, guardando al futuro. Puntando in alto, in senso letterale, per un grappolo di grattacieli che svettano su un’area altrimenti colpevolmente dimenticata. Il week-end di Sant’Ambrogio, tanto caro ai milanesi, vede l’inaugurazione di piazza Gae Aulenti: si svela il sipario sul maestoso intervento di Porta Nuova.

Un cantiere durato circa dieci anni; investimenti milionari da parte del gruppo Hines, potente multinazionale dell’immobile; il contributo prestigioso di decine di architetti di grido: da William McDonough, considerato pioniere internazionale nel campo della sostenibilità, fino allo studio associato Kohn, Pedersen e Cox, a cui si devono alcuni tra i più recenti e apprezzati interventi a Londra, Amsterdam e Parigi.

Piazza Aulenti, ideata da Cesar Pelli e doverosamente intitolata ad un nome simbolo dell’architettura milanese, rappresenta il fulcro attorno cui ruota un complesso progetto di riqualificazione urbanistica. Quasi 300mila i metri quadri interessati da un cantiere che riconsegna alla città l’area tra il quartiere di Brera e l’Isola: una zona nelle immediate vicinanze del centro storico, ma per anni condannata al degrado; tagliata fuori dal tessuto più vivo della città a causa dell’ingombrante presenza di uno degli scali ferroviari più trafficati della città.

Oggi la piazza si propone come punto di raccordo per una via ciclo-pedonale che possa, a breve, connettere i due quartieri della città; la sua posizione sopraelevata, sottolineata da fontane e giochi d’acqua che ne accentuano i dislivelli, ricalca idealmente la funzione dell’agorà greca, punto di incontro e confronto per l’intera comunità. Si affacciano sulla piazza le sedi rinnovate di importanti istituti di credito, prossima l’apertura di store di nomi di punta della moda: Milano si dota di un nuovo polo strategico.