Caravaggio a Roma: un restauro in progress

28 gennaio 2013


Prima tocca a Caravaggio. In seconda battuta ad uno dei suoi tanti emuli secenteschi. Infine a Giorgio Vasari. Tre capolavori di altrettanti maestri da ripulire e restaurare, restituendone la pellicola pittorica alla luminosità di un tempo. Tecnici al lavoro alla Galleria Doria Pamphilj, tra le collezioni più ricche della Capitale: da oggi e fino al prossimo mese di giugno una campagna di interventi unica nel suo genere.

Perché il lavoro dell’equipe chiamata a mettere le mani sulla “Maddalena penitente” del Merisi, sulla copia del suo “San Giovanni Battista” e sulla “Deposizione dalla Croce” di Vasari, sarà monitorato in tempo reale dai visitatori della Galleria: solo un vetro separa pubblico e turisti dal luogo dell’azione; un oblò, che funziona come spioncino dal quale sbirciare il dietro le quinte del restauro. E che non manca di avere una trasposizione on-line.

Una web-cam riporta fedelmente su internet ogni fase dei lavori, per un prezioso diario digitale dell’intero restauro; accompagnato, in queste settimane, da una fitta serie di incontri a tema, dibattiti e conferenze. Ma l’aspetto divulgativo è solo una componente della campagna di restauri, che non manca di svelare intriganti sorprese. A partire proprio dalla prima e più importante opera oggetto delle attenzioni degli studiosi.

Le radiografie preliminari al restauro, effettuate dall’Università di Anversa, sembrano non lasciare dubbi: ci sono segni dei pentimenti di Caravaggio sotto i colori della sua “Maddalena”; con il pittore che, rispetto ad una prima versione, ha corretto in corsa l’inclinazione del volto della donna e ha aggiunto drappeggi e volume agli abiti, altrimenti più scarni. Una scoperta che offre nuovi spunti critici alla lettura dei primi passi del Merisi.