Jean Michel Jarre: colonna sonora per Tech City

4 gennaio 2013


È stata lanciata due anni fa, all’insediamento del governo presieduto da David Cameron: risposta britannica, e dunque europea, allo strapotere finanziario e tecnologico della Silicon Valley. Procede a tappe forzate il cammino di Tech City, maxi progetto che intende dotare Londra di un vero e proprio quartiere destinato alle aziende che operano nel campo dell’innovazione tecnologica e digitale. Un progetto che guarda ad un futuro nemmeno troppo lontano.

Già avviato, sostenuto con fondi governativi, un programma di sviluppo di nuove professionalità: saranno 500 i disoccupati londinesi ad essere preparati ed assunti da aziende che operano nel campo, tra queste anche colossi come Google e Facebook. Un primo spiraglio di luce su un progetto, quello in atto nell’East End della capitale inglese, che non manca di risentire dei morsi della crisi: ancora scarso l’apporto di finanziatori privati, a fronte di un massiccio impegno da parte del pubblico.

Operazione potenzialmente positiva allora, almeno sotto il punto di vista dell’immagine, il ventilato interessamento da parte di Jean Michel Jarre: il guru dell’elettronica è stato da più parti accostato agli sviluppi futuri di Tech City, dove sembra in procinto di trasferire le proprie attività imprenditoriali. Il musicista, tra i pionieri dell’avanguardia degli Anni Settanta, è infatti da tempo manager di successo nel settore delle tecnologie applicate alla musica.

Commercializzate dalla sua Jarre Technologies le casse audio della serie AeroPad, nate per dare qualità ottimali alla riproduzione da iPod e simili: questo ed altri prodotti potrebbero presto essere sviluppati e assemblati in riva al Tamigi. Una scelta dettata dalla convenienza, considerato il recente giro di vite da parte del governo francese in merito alla tassazione delle rendite che superano il milione di euro annui.