Lollapalooza fa poker in Israele

11 gennaio 2013


Alternativo per definizione. Da quando, era il 1991, venne immaginato come evento itinerante a spasso per gli Stati Uniti; colorato e affascinante carrozzone musicale capace di convogliare in più piazze generi tra loro completamente divergenti, passando senza soluzione di continuità dal rock all’hip-hop, fino alla techno e l’industrial. Il Lollapalooza, festival ideato dal frontman dei Jane’s Addiction Perry Farrell, continua a guardare oltre i tradizionali canali mainstream.

Da un paio di edizioni anche in Brasile, a San Paolo; e in Cile, a Santiago: ma anche, da quest’anno, in Israele, allo Yarkon Park di Tel Aviv. Un festival nato per unire l’America nel nome della musica, finisce – dopo oltre vent’anni di storia – per diventare evento di portata globale: grazie al nome di artisti che hanno segnato la storia recente del rock. Tra gli head-liner i Pearl Jam (in uscita il nuovo album), Queens Of The Stone Age e Franz Ferdinand.

Riservo assoluto sui partecipanti di un altro evento dal richiamo assoluto: verrà svelata il 23 gennaio la line up del Coachella Festival di Indio, California. Dal 1999 la rassegna di musica alternativa ed elettronica più importante del mondo. Curiosa e intrigante, invece, la sfida lanciata ai fans dagli organizzatori del Bonnaroo Festival, che si tiene ogni estate a Manchester, sonnacchiosa città del Tennessee.

Per gettare benzina sul fuoco della curiosità il sito del festival pubblica, ciclicamente, indizi in forma letteraria: enigmatici haiku, poesie che nella tradizione giapponese prevedono un’unica strofa con versi di cinque, sette e cinque sillabe. Il nome delle band partecipanti si cela dietro ogni messaggio affidato alla rete, animato dal dibattito su blog e social network. Dove gli investigatori del rock si scatenano per decifrare gli indizi.