Marsiglia capitale. L’Europa guarda al Mediterraneo

14 gennaio 2013


Non tutte le gru e le impalcature sono state rimosse: inevitabile qualche fisiologico ritardo a fronte degli oltre venti grandi cantieri aperti in città. Un tessuto urbano che cambia volto quello di Marsiglia: da ieri, ufficialmente, Capitale Europea della Cultura 2013. Un testimone raccolto dalla slovena Maribor e dalla portoghese Guimaraes; e condiviso con la slovacca Košice, dove il sipario su un anno di eventi si alzerà tra una settimana. Con la musica di Jamiroquai.

Almeno 400mila persone, nell’ultimo fine settimana, hanno invaso le strade di Marsiglia: sciamando per un lungomare insolitamente e splendidamente chiuso al traffico, restituito alla città e ai turisti. Unico assente, ampiamente giustificato, François Hollande: il presidente francese ha rinunciato all’ultimo momento a partecipare alla cerimonia di apertura, bloccato dagli ultimi sviluppi della situazione internazionale, con la precipitazione della crisi in Mali.

Sono 650 i milioni di euro messi in campo per realizzare, tra gli altri, il MuCem disegnato da Rudy Ricciotti. Dieci anni di lavori per il Museo delle Culture dell’Europa e del Mediterraneo, che verrà inaugurato nel prossimo mese di giugno: il nuovo edificio, collegato alla Villa Mediterranée di Stefano Boeri, è il cuore di un’area portuale che diventa approdo di cultura, capace di integrare l’affascinante quartiere popolare di Panier al suggestivo forte Saint Jean.

Un teatro a cielo aperto, a ridosso del mare, per i circa novecento eventi in calendario nel 2013. Immediata l’inaugurazione della retrospettiva di Josef Koudelka alla Vieille Charité: l’omaggio al fotografo ceco, celebre per il proprio racconto della società gitana, è simbolo del carattere che Marsiglia intende dare al proprio “mandato” come Capitale Europea della Cultura. Un ponte tra est ed ovest, ma anche tra nord e sud: un messaggio di integrazione e dialogo.