Memorie di carta alla prova del web

1 gennaio 2013


Un apparente paradosso quello che vuole, nella società della comunicazione libera e diffusa, la memoria a rischio oblio. Reale invece il pericolo per le testimonianze di un passato che necessita di aggiornamenti: nei modi di essere conservato, catalogato, ma soprattutto diffuso e fruito da un pubblico sempre più vasto. Arriva in soccorso, naturalmente, la rete: oceano digitale su sui l’informazione scorre irrefrenabile.

L’Archivio Storico di Torino è al centro di un imponente processo di digitalizzazione del suo straordinario repertorio fotografico, considerato tra i più ricchi d’Italia. Sono oltre 30mila le immagini che testimoniano il passato della città, fortemente intrecciato con alcune delle vicende che hanno segnato la nascita del Paese: il progetto punta alla nascita di un portale lasciato al libero accesso del pubblico.

Non meno di mezzo milione, fino ad una cifra che potrebbe anche essere due volte superiore. È il numero di testi rari che un accordo tra Ministero dei Beni Culturali e Google prevede di digitalizzare da qui al prossimo futuro: disponibili on-line, in maniera integrale e a titolo puramente gratuito, decine di migliaia di titoli editi fino al 1871. Considerati quindi, a termini di legge, liberi da ogni vincolo di copyright.

Un processo lungo e complesso, considerata anche la fragilità e l’unicità di buona parte dei materiali: Google ha già istituito uno scanning center nel nostro Paese, al quale convergeranno i volumi in arrivo dalle biblioteche nazionali e da quella dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico. L’operazione allinea l’Italia ai più avanzati paesi del mondo in termini di digitalizzazione della memoria, assumendo modelli già realizzati alla British Library di Londra e nelle biblioteche nazionali di Vienna e Monaco di Baviera.


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