Per un dizionario del contemporaneo

11 gennaio 2013


Sei parole in cerca d’autore, rinnovate nel proprio significato più profondo attraverso il dialogo. Concetti cardine del fare arte, che proprio nel confronto diretto con chi vive di cultura svelano nuove urgenze creative: si apre all’insegna della riflessione e della condivisione MADREscenza  , hub del pensiero creato negli spazi del Museo MADRE di Napoli. Uno spazio dove sperimentare, liberamente, nuove tecniche espressive.

Un calendario di sei tavole rotonde, ognuna costruita attorno ad un termine chiave e condotta dal filosofo Maurizio Ferraris, direttore di LabOnt, il laboratorio di ontologia dell’Università di Torino. Prima flessione, lunedì 14 gennaio, sulla parola “oggetto”. Letta e interpretata da Ugo Nespolo: con l’artista una chiacchierata che affonda le radici nelle eretiche invenzioni di Marcel Duchamp, fino a svelare come la pop-art abbia saputo rivoluzionare la percezione delle cose più comuni.

Nelle settimane successive toccherà al sociologo tedesco Werner Gephart introdurre il concetto di “senso”; al giornalista e scrittore Mauro Covacich discutere di “emozione”; a  Valerio Adami, decano della pittura italiana, parlare di “stile”; ad un altro scrittore, il palermitano Giorgio Vasta, interpretare il “documento”. Chiude la rassegna Mimmo Paladino: l’artista campano, tra i padri della transavanguardia, condurrà i suoi interlocutori sui sentieri della “bellezza”.

Una ripartenza in grande stile per il museo di arte contemporanea di Napoli, frenato nel recente passato da difficoltà gestionali e finanziarie che sembravano poterne decretare la definitiva chiusura. Nelle ultime settimane del 2012 la svolta: con la nomina di Andrea Viliani, già alla guida della Galleria Civica di Trento, come direttore; con l’inaugurazione della personale di Jimmie Durham e della retrospettiva a Sol LeWitt.