Un trionfo per Romeo e Giulietta alla Scala

7 gennaio 2013


Ha messo d’accordo una critica raramente così entusiasta e un pubblico letteralmente ammaliato, trascinato nel sensuale e struggente universo di una coreografia che sa innovare con classe e raffinatezza il linguaggio del balletto. Un successo il “Roméo et Juliette”  che ha aperto la stagione di danza al Teatro alla Scala di Milano: ultima rappresentazione, martedì 8 gennaio, per uno spettacolo dal fascino irresistibile.

Scenografie minimali quelle disegnate da Thomas Schenk e Pia Maier Schriever; scelte eterodosse quelle operate dalla coreografa Sasha Waltz, tra i nomi più interessanti della danza contemporanea. Ballerini a piedi nudi, tre solisti ad accompagnare coro e orchestra in una messa in scena che non vuole essere – e non è – semplice balletto, ma vero e proprio esperimento di teatro danza: formula vincente di abbraccio tra più arti.

Questa intesa versione del classico musicato da Berlioz suona come miglior omaggio ad uno tra i più grandi interpreti del balletto; per molti, semplicemente, il migliore di sempre. Rudolf Nureyev, consumato dall’AIDS e scomparso, a soli 55 anni, nel gennaio del 1993: in occasione del ventesimo anniversario dalla sua morte la Scala, unico teatro in Italia, sceglie di ricordarlo con una mostra che, nel museo del teatro, raccoglie memoria delle sue più intense performance.

Ma anche con la proposta, in cartellone, di uno tra i titoli che hanno permesso a Nureyev l’ingresso nell’olimpo del teatro: in scena al Piermarini, in anteprima a luglio e poi ad ottobre, l’edizione de “Il lago dei cigni” ideata e coreografata dallo stesso ballerino russo. Un evento che si prospetta memorabile, impreziosito dalla partecipazione di Natalia Osipova, già in forze al Bolshoi, oggi prima ballerina del Mikhailovsky di San Pietroburgo.