Big dell’architettura si sfidano: un premio per l’Europa

4 febbraio 2013


Un municipio, un parco urbano ed una casa di riposo. Ma anche un auditorium e un centro culturale. Sono i progetti finalisti dell’edizione 2013 del premio Mies Van Der Rohe: un riconoscimento biennale, nato a fine Anni Ottanta per ricordare la memoria del celebre architetto tedesco, nume tutelare del Movimento Moderno. Un appuntamento che, dal 2001, è stato assunto dall’Unione Europea come premio ufficiale per le migliori realizzazioni del Vecchio Continente.

Oltre trecento i progetti candidati alla prima fase, in arrivo da trentacinque paesi diversi: arduo il compito di una giuria composta da architetti di grido e direttori di collezioni e spazi espositivi tra i più prestigiosi d’Europa. Il cerchio si è ristretto a cinque candidati: arriva dalle remote terre dell’Islanda lo studio Henning Larsen Architects, che in collaborazione con l’artista Olafur Eliasson ha ideato l’Harpa di Reykjavìk, spettacolare auditorium per l’Orchestra Sinfonica d’Islanda.

Dal profondo nord arriva anche il progetto del gruppo BIG per Superkilen, eccentrico parco pubblico per il quartiere più multietnico di Copenhagen; da Alacer do Sal, Portogallo, ecco l’avveniristica casa di riposo ideata dallo studio Aires Mateus. Nella penisola iberica ha lavorato anche Jürgen Mayer-Hermann, a cui si deve la firma sul centro culturale Metropol Parasol di Siviglia.

L’ultimo studio a contendersi il premio da sessantamila euro ma, soprattutto, la palma di quello che viene universalmente riconosciuto come l’equivalente del Nobel per l’architettura, è il Robbrecht en Daem Architecten: cui spetta la firma sul nuovo municipio della città belga di Gand. Cinque idee progettuali tra loro diverse, ma legate da una profonda unità d’intenti: attenzione all’impatto sull’ambiente e al ricorso alle ultime tecnologie nel campo della domotica.