Grammy Awards, incoronati i nuovi re del pop

11 febbraio 2013


Era stato chiesto di non esagerare. Evitando le recenti intemperanze, ma anche il ricorso ad abbigliamenti che, nel tentativo di scioccare, hanno spesso finito per cadere nel trash e nel kitch. Appuntamento nel segno del rigore e del buon gusto quello con la 54esima edizione dei Grammy Awards: i prestigiosi Oscar americani della musica pop, assegnati nelle scorse ore – come vuole la tradizione – a Los Angeles.

Oltre cento le categorie in concorso: a trionfare, in quelle più significative, sono alcune tra le band più interessanti del momento. Il miglior album dell’anno è “Babel”, seconda prova in studio dei britannici Mumford & Sons: il gruppo indie-folk celebra così degnamente il raggiungimento della prima posizione nella prestigiosa chart di Billboard. La palma della miglior band emergente va invece ai Fun, che per “We are young” si aggiudicano anche il premio come miglio canzone.

Nelle categorie che guardano al rock fanno man bassa i The Black Keys: selezionati per la miglior interpretazione, il miglior album e la miglior canzone. Soddisfazione anche per Gotye, che per il singolo tormentone “Somebody That I Used To Know” si aggiudica con Kimbra la menzione per la miglior performance in duo; tra i solisti trionfa invece, come da pronostici della vigilia, il timbro unico di Adele.

A corollario della consegna dei premi la consueta parata di stella e, sul palco del Beverly Hilton, esibizioni di autentici fuoriclasse della musica. Intenso, a pochi giorni dall’anniversario della nascita, il ricordo di Bob Marley, con i figli Ziggy e Damian a cantare i più grandi successi de re del reggae insieme a Sting, Rihanna e Bruno Mars. Emozione pura anche per Kelly Clarkson, struggente la sua versione di “Natural Woman”. In omaggio a Carole King.