World Press Photo, primo premio allo svedese Paul Hansen

19 febbraio 2013


Oltre centomila scatti in arrivo da tutto il mondo, con i professionisti delle principali agenzie in corsa per conquistare uno tra i premi più ambiti per chi si occupa di fotografia: la cinquantaseiesima edizione del World Press Photo celebra, come ogni anno, il coraggio e l’abilità dei reporter d’assalto. Figure mitiche, sospese tra arte ed eroismo, testimoni privilegiati del nostro tempo.

Fari puntati sul Medio Oriente: tra Palestina e, soprattutto, Siria; arrivano dalle zone più calde del pianeta le storie che, filtrate dall’occhio vigile di professionisti dell’immagine, sanno inquietare e commuovere. La miglior fotografia del 2012 è, secondo la giuria del premio, quella con cui lo svedese Paul Hansen ha immortalato il funerale di due piccole vittime delle rappresaglie israeliane nella striscia di Gaza. Uno scatto che suscita intensa empatia.

Nonostante l’estetica raffinata non cede nulla in termini di dramma e immediatezza: splendido il reportage con cui Paolo Pellegrin, professionista in forze all’agenzia Magnum, documenta le indagini della polizia americana nella difficile Rochester. Un lavoro che vale al fotografo il secondo posto nella sezione “General News”: nutrita la schiera di cronisti italiani, narratori attenti dei molti coni d’ombra che angosciano il contemporaneo.

Tra i premiati Paolo Patrizi, che documenta con un’inchiesta venata di tenera pietà la difficile condizione delle prostitute africane nella periferia di Roma; ma anche Alessio Romenzi, autore di un viaggio ad alta tensione nella Siria devastata dalla guerra civile. Le tensioni del paese medio orientale richiamano anche Fabio Bucciarelli: il suo scatto ferma l’istante che precede lo sparo di un razzo da parte di un guerrigliero. Un momento di disperata drammaticità.