Centocinquanta mattoni per il Palazzo Enciclopedico

13 marzo 2013


Aveva promesso una carrellata il più possibile esaustiva, un volo radente a saggiare i diversi ambiti del contemporaneo. Ed è stato di parola Massimiliano Gioni, curatore dell’imminente edizione 2013 della Biennale di Venezia: le sue scelte, il catalogo degli artisti chiamati in mostra, svelati a Roma nel corso di un atteso e gremito incontro con la stampa. Si alza il sipario su un eclettico ed eccentrico “Palazzo Enciclopedico”.

Sono 150 gli artisti invitati per un progetto espositivo che omaggia, nel titolo e nella filosofia, il lavoro di Marino Auriti: eccezionale auto-didatta dell’arte, diviso tra Stati Uniti e Italia. Una camera delle meraviglie quella orchestrata in laguna da Gioni, che chiama a raccolta nomi più e meno noti; stupendo per la rinuncia all’amico Maurizio Cattelan, cui preferisce l’artista che viene considerato uno tra i suoi più degni eredi: Yuri Ancarani.

Tanti i big stranieri, da Cindy Sherman e Tino Sehgal; Jimmie Durham, Paul McCarthy e Steve McQueen. Ma non mancano, oltre ad Ancarani, gli italiani: momento d’oro per Rossella Biscotti, reduce dall’ultima edizione della prestigiosa dOCUMENTA; insieme a lei Diego Perrone e Gianfranco Baruchello, ma anche Marisa Merz e Marco Paolini, cui viene assegnata la responsabilità di pensare al ricco calendario di conferenze che accompagna i giorni della Biennale.

Il dato forse meno atteso e più stupefacente riguarda l’omaggio di Gioni a grandi nomi del passato: una quarantina le opere di artisti scomparsi, a comporre un mosaico che si propone di dare immagine ricca e completa del panorama contemporaneo. In Biennale, allora, ecco tra gli altri l’energia di Enrico Baj e le opere dello scultore e architetto Walter Pichler. Mattoni fondamentali su cui si regge il Palazzo Enciclopedico