David Bowie: prima un disco, poi il museo

12 marzo 2013


Difficile, se non impossibile, mantenere un segreto all’interno del loquace mondo dello show-business. A maggior ragione oggi, considerata la pervasiva minaccia dei social network e delle nuove tecnologie; soprattutto se a chiedere riserbo è una delle rockstar più amate di sempre, una figura attorno a cui si muovono, da quarant’anni, le morbose curiosità di milioni di fan sparsi per ogni angolo del globo.

A compiere il miracolo è David Bowie: poche, quasi nulle le indiscrezioni della vigilia sul suo “The next day”, nuova fatica in studio arrivata dopo dieci anni di silenzio assoluto. Nei negozi a partire dal 12 marzo, l’album segna uno stupefacente ritorno alle atmosfere rock che il Duca Bianco aveva mandato in soffitta dopo il successo del leggendario “Heroes”. Un album che chiuse, nel 1977, la celeberrima trilogia berlinese.

L’uscita di “The next day”, che promette di essere l’evento musicale del 2013, è stata preceduta dal lancio di un video d’artista: è il visionario Tony Oursler a firmare le immagini che accompagnano “Where are we now?”, primo singolo estratto dall’album. Un viaggio onirico lungo i sentieri del ricordo, nel riferimento – certo non casuale – al prolifico soggiorno artistico dello stesso Bowie a Berlino.

Il ritorno della rockstar sulla scena cade a poche settimane dal prestigioso omaggio che Londra è pronta a tributargli. Inaugura il 23 marzo nell’autorevole cornice del Victoria & Albert Museum la retrospettiva che racconta, attraverso oltre 300 cimeli, la parabola artistica del Duca Bianco: costumi di scena, strumenti, fotografie d’epoca e memorabilia vari per entrare nel mondo di una leggenda della musica.