Il futuro dell’arte è in laguna

18 marzo 2013


Un migliaio di partecipanti, poco più di cento finalisti, solo cinque vincitori. Una radiografia precisa e intrigante delle nuove tendenze del contemporaneo: atto conclusivo per la quinta edizione del premio Arte Laguna, con la proclamazione degli artisti che hanno maggiormente impressionato la severa giuria internazionale di uno dei contest più importanti in Italia. In mostra a Venezia alle Tese di San Cristoforo, all’Arsenale Nord.

I favori dei giurati sono andati ad opere dall’alto significato politico e sociale, e hanno privilegiato creativi in arrivo da paesi emergenti e tradizionalmente ai margini del sistema internazionale dell’arte. Una convergenza di orientamenti esemplificata nel primo premio assegnato per la sezione scultura al bulgaro Costantine Zlatev: un fucile da caccia, assemblato con misteriosi residui di lavorazioni industriali, diventa inquieto monito nei confronti del mercato illecito delle armi.

Profonda e intensa la riflessione sulla memoria proposta dal giovane cubano Carlos Martiel, che vince nella sezione dedicata a video ed arti performative: nella sua “Prodigal Son”, azione avvolta da un intimo silenzio, l’artista si appunta sulla carne del petto nudo le medaglie ricevute dal padre soldato. Un rituale che esorcizza, attraverso il dolore privato, il ricordo delle sofferenze collettive di un intero popolo.

Arriva dal Centro America anche Ivelisse Jimenez, eretica artista portoricana che conquista il premio della sezione pittura: piace il suo approccio non convenzionale, che sa fare della tela una piattaforma di incontro tra media e linguaggi diversi. Chiudono l’elenco dei vincitori il fotografo inglese Richard Ansett e l’israeliano Nirit Zer, il cui immaginifico diario centrato sulle nuove tecnologie si impone nella sezione riservata all’arte virtuale.