Caserta scossa dal terremoto dell’arte

5 aprile 2013


Prima la catastrofe, il dramma di una calamità naturale che ha messo in ginocchio un intero territorio. Poi la reazione, orgogliosa e immediata: con il mondo dell’arte a farsi portavoce di una comunità disorientata e ferita. Il tragico terremoto che ha colpito l’Irpinia nel 1980, toccando anche Napoli, resta una tra i più terribili disastri della recente storia italiana; ma offre anche il ricordo di una straordinaria operazione culturale. Oggi celebrata a Caserta.

Fu, all’epoca, il gallerista Lucio Amelio a scendere in campo: animatore di una scena culturale che faceva di Napoli un punto di riferimento imprescindibile per l’arte internazionale, convinse artisti di altissimo livello a produrre una collettiva che accendesse i riflettori dell’opinione pubblica mondiale su quel dramma. Nacque Terrae Motus, memorabile evento che vide la partecipazione di Andy Warhol, Tony Cragg, Gerhard Richter e altri grandi del contemporaneo.

L’eredità di quell’evento – in scena ad Ercolano nell’84 e a Parigi tre anni dopo – è oggi esaltata nel riallestimento ospitato dalla Reggia di Caserta: fino al 3 giugno in mostra una selezione dei capolavori realizzati per quell’occasione, accompagnati dalle opere che diversi artisti internazionali hanno creato per le scene del Teatro San Carlo, ed oggi conservati nel ricco archivio MeMUS. Una sintesi preziosa tra passato e presente, segno della straordinaria vitalità della città.

Ecco allora i “neapolitan gluts” di Robert Rauschenberg e i diversi interventi di Giulio Paolini; ecco Mimmo Paladino e Luigi Ontani, artisti che sono nati in Campania e si sono poi imposti all’attenzione del mondo. Spettacolare l’accostamento tra il crudo e doloroso intervento compiuto da Anselm Kiefer in memoria del terremoto dell’80 e le scene da lui firmate, oltre vent’anni dopo, per la messa in scena dell’Elektra di Strauss.


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