MiART, aria d’Europa

1 aprile 2013


Il modello, nemmeno troppo nascosto, è il premiato esempio londinese di Frieze: evento dall’impronta internazionale e dal carattere autorevole, assoluto punto di riferimento per il mercato dell’arte. Non solo in Europa. Punta in alto la rinnovata MiART, che inaugura negli storici spazi della fiera di Milano giovedì 4 aprile: un lungo fine settimana a tu per tu con quasi 140 gallerie in arrivo da sedici diversi paesi del mondo.

L’internazionalità è il tratto distintivo di un’edizione che vede alla barra del timone Vincenzo De Bellis. Vengono da Berlino, Londra, Glasgow e Copenhagen; ma anche Zurigo, Oslo e New York: sono i venti spazi selezionati da Andrew Bonacina, curatore dell’International Project Space di Birmingham, per la sezione Emergent. Una finestra su gallerie d’avanguardia, nate dopo il 2007 e forti di programmazione eterodossa e sguardo trasversale.

Il calendario avvicina MiART allo storico evento milanese del Salone del Mobile, pronto a partire nei giorni immediatamente successivi la fine della fiera. Una coincidenza voluta, insistita nella scelta di aprire con la sezione Object una finestra sul mondo del design moderno e contemporaneo. Sono nove gli spazi creativi e le gallerie che presentano realizzazioni sospese tra alto artigianato ed arte a tutti gli effetti.

Profetica, considerato il tema del dialogo tra artisti che segnerà l’imminente Padiglione Italia alla Biennale di Venezia, la scelta di accostare nella sezione THENow artisti storicizzati e altri emergenti; un intrigante gioco delle coppie dagli effetti quasi museali. Che vede, tra gli altri, i duetti tra le estroflessioni di Dadamaino e le installazioni di Giuseppe Gabellone; e l’intenso parallelo tra Miroslav Tichy e Goshka Macuga.


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