A Milano in scena MIA, fiera della fotografia

11 Maggio 2013


Ventimila visitatori nell’edizione 2012, cinquemila in più rispetto all’esordio avvenuto solo l’anno precedente. Questi i numeri con cui si presenta ai nastri di partenza MIA, la fiera che Milano dedica al mercato della fotografia d’arte: settore che ad altre latitudini, Francia e Stati Uniti in testa, è tra i più attivi e dinamici; ambito che in Italia, terra per tradizione poco sensibile al fascino dei multipli, ha cominciato solo recentemente a conquistare i favori dei collezionisti.

Sono 230 gli espositori che fino a domenica 12 maggio occupano i padiglioni di Superstudio Più, nel cuore di Zona Tortona. Grande maggioranza di espositori nostrani, ma non mancano gli ospiti stranieri: la belga Jacque Cerami propone due reportage del giovane Vincen Beeckman, uno dei quali realizzato nella Napoli più affascinante e genuina; la svizzera De Primi propone le incredibili immagini della luna scattate dalla NASA, mentre da Lione arrivano conla GalerieVraisRêves i ritratti surreali di Pilar Alabajar e Antonio Altarriba.

Passando in rassegna gli stand si compone un articolato mosaico della scena italiana: immagini celeberrime quelli portate in fiera da Forma, che mette a confronto due mostri sacri come Gianni Berengo Gardin e Piergiorgio Branzi; splendidi i ritratti che Gian Paolo Barbieri ha scattato negli Anni Sessanta ad Audrey Hepburn. Immancabili i grandi autori del passato, come Luigi Ghirri e Ugo Mulas, al fianco di artisti, è il caso di Francesco Jodice, apprezzatissimi dalla scena internazionale.

Una fiera che guarda a nomi autorevoli, ma che prova anche ad indovinare i big del futuro. Lo fa creando momenti di incontro tra artisti ed esperti di mercato, così da suggerire strategie ottimali per la presentazione dei portfolio; e lo fa nella sezione Proposta MIA: una ventina di artisti fuori dai circuiti tradizionali delle gallerie presenta il proprio lavoro senza intermediazioni, mettendosi così in gioco in prima persona.