Opera: a Roma il “Rienzi” del giovane Wagner

9 maggio 2013


Un’opera amatissima dal pubblico, fin da subito: tanto da essere trampolino di lancio per la fulgida carriera di uno tra i più noti compositori della storia. Ma un’opera subito superata dal suo autore, stregato dal suo stesso genio e mosso dalla necessità di innovare in modo radicale il proprio stile. Destino curioso quello del “Rienzi” di Richard Wagner, da giovedì 9 e fino al 18 maggio in cartellone al Teatro dell’Opera di Roma.

L’allestimento rispecchia in tutto e per tutto la visione del regista Hugo De Ana, che firma anche costumi e scenografie di un appuntamento che si annuncia spettacolare: le quinte architettoniche, che inquadrano scorci dell’antica Roma, omaggiano il gusto del bizzarro e del meraviglioso che suggestionava nell’Ottocento i viaggiatori stranieri. Un cortocircuito temporale, che popola scenari da grand tour  con figure della tradizione medievale.

La trama si basa sulla vicenda storica di Cola di Rienzo, notaio nella Roma del XIV secolo: uno tra i periodi più oscuri nella vita della Città Eterna, dilaniata dalla lotta di potere tra il papato e la ricca nobiltà terriera. Rappresentante di una classe sociale nuova ed effervescente, Cola tenta di guidare il popolo alla sommossa, cercando di restaurare una forma di governo partecipata e diffusa. Idea utopistica, stroncata nel tragico finale dell’opera.

Un lavoro monumentale – ben cinque gli atti, per oltre quattro ore di musica – reso ancora più stupefacente dalle spettacolari scene di gruppo: a orchestrare le battaglie tra opposte fazioni è Renzo Musumeci Greco, il più celebre maestro d’armi del cinema italiano. Sul podio la bacchetta ungherese Stefan Soltesz, che torna a Roma tredici anni dopo un’apprezzata versione dell’Elektra di Strauss; nel ruolo di Cola il giovane tenore austriaco Andreas Schager.