Carol Rama. Le nuove opere in mostra ad Ascona

26 giugno 2013


La sua prima mostra, nel 1945, fu così dirompente da richiedere l’intervento della forza pubblica. Con repentina chiusura dell’esposizione e sequestro delle sue opere scandalose. È da sempre allergica al compromesso Carol Rama, instancabile regina dell’arte italiana, protagonista a novantacinque anni di una intensa personale al Museo Comunale d’Arte Moderna di Ascona. Sulle rive del Lago Maggiore, dal 29 giugno al 15 settembre, cento opere della sua più recente fase creativa.

Attenzione particolare alla grafica, amore sbocciato nei primi Anni Novanta grazie alla complicità dell’amico stampatore Franco Masoero, che trasforma il proprio laboratorio in un atelier d’artista, piattaforma per lo scambio di idee e la nascita di nuovi spunti. Si apre così per Rama una nuova stagione, che vede la modulazione del proprio immaginario secondo inattese visuali prospettiche. La memoria del vissuto si fa racconto enigmatico, onirico e fascinoso.

Interventi ad acquerello e smalto da unghie spezzano il rigore delle stampe, nella vibrante vitalità di un segno inconfondibile, in grado di esprimere una femminilità esplosiva. Gli assemblage  plastici e le sculture con materiali poveri – su tutti legno e camere d’aria – popolano l’allestimento di objet trouvé, archeologie di un mito personale fatto di feticci, fortissimi richiami erotici, inno alla più disinvolta libertà intellettuale.

In Biennale la prima volta nel ’48, poi ancora nel ’93 con una sala personale e dieci anni più tardi per ricevere il Leone d’Oro alla carriera; protagonista della scena intellettuale torinese che ha visto all’opera negli Anni Cinquanta Italo Calvino, Felice Casorati e Carlo Mollino. Amica di Man Ray, Carol Rama è personalità tra le più dinamiche dell’arte italiana, figura di respiro internazionale dotata di una inarrivabile profondità di sguardo.