Milano, brividi a Palazzo Reale con Alfred Hitchcock

21 giugno 2013


Lo spaventoso motel di Norman Bates e lo sguardo spaventato di Grace Kelly; i gesti eleganti ma imperiosi con cui muoveva le sue pedine sul set, magnifico giocatore destinato a vincere, sempre e comunque, l’eterna partita con il brivido. Alfred Hitchcock ha inquietato intere generazioni: il suo universo da incubo si rivela oggi a Milano, in una mostra che fino al 22 settembre indaga a Palazzo Reale la parentesi più fortunata della sua lunga carriera nel mondo del cinema.

Un rapporto durato oltre un quarto di secolo quello con la Universal Pictures, che dai primi Anni Quaranta alla metà dei Settanta produce tutte le più importanti pellicole del maestro. Da Psyco  a Gli Uccelli , passando per La donna che visse due volte e Notorius , Intrigo internazionale  e La finestra sul cortile : a celebrare una stagione creativa mai così prolifica sono settanta immagini d’epoca, fotografie esclusive che documentano l’atmosfera del backstage e i segreti del set.

A sfilare in un allestimento minimale ma elegantissimo sono i volti di Janet Leigh, James Stewart ed Anthony Perkins. Divi di livello assoluto, che grazie alla sapiente e meticolosa direzione di Hitchcock hanno saputo ritagliare per sé un posto nella storia della settima arte. Ad arricchire il percorso espositivo la proiezione di spezzoni dei titoli più celebri del regista britannico, nelle edizioni restaurate che festeggiano i cento anni dalla fondazione degli studios.

Una pioggia di aneddoti e curiosità rivela il carattere rigoroso ma bonario di un regista amatissimo da tutti i suoi attori. Ecco le testimonianze di Tippi Hedren, trasformata da modella a splendida attrice nel terrificante Gli Uccelli , e quelle di Kim Novak; ma anche i dettagli confidati da tecnici e collaboratori, che mostrano i trucchi del mestiere e contribuiscono a tracciare un ritratto chiarissimo e affascinante.