Glasstress. Vetro a regola d’arte a Venezia

20 agosto 2013


La tavolozza del nuovo millennio? Un tablet. In grado di attivare a distanza la punta di diamante mossa da una mano meccanica, imprimendo così il segno voluto su fragili lastre. Una performance ultratecnologica quella immaginata da Ron Arad per Glasstress, terza edizione della mostra che aggiorna a Venezia il rapporto tra le sperimentazioni del contemporaneo e l’arte del vetro. Un evento dislocato, fino al prossimo 24 novembre, in tre diverse sedi espositive.

Rispondono all’invito di Arad grandi nomi della scena internazionale, da Ai Weiwei a Francesco Clemente. Le loro opere occupano gli spazi di Palazzo Cavalli Franchetti, dialogando con le grandi installazioni pensate da Mimmo Paladino e Jaume Plensa, che rapportano la fragilità del materiale alla condizione di un uomo moderno sempre più disorientato. Una visione che riecheggia anche nell’evocativa opera di Cai Guo-Qiang, che veste impassibili manichini con le repliche di giubbotti esplosivi da kamikaze. Naturalmente in vetro.

Le profonde riflessioni concettuali di Joseph Kosuth si accompagnano alle installazioni della portoghese Joana Vasconcelos e di Jan Fabre, mentre le sale della Scuola Grande della Confraternita di San Teodoro accolgono in via esclusiva le complesse e sublimi meccaniche di Oksana Mas. L’artista ucraina cola la pasta di vetro – ancora incandescente – su articolati elementi meccanici, lasciando al naturale processo di solidificazione il compito di costruire inedite concrezioni dalla stupefacente resa plastica.

È stata un’antica fornace, oggi rivive in forma di contesto espositivo. Il Berengo Centre ospita un’ulteriore sezione della collettiva, con le enigmatiche immagini in movimento di Tony Oursler e le ibridazioni che portano Helen Storey a disegnare abiti e corpetti in vetro, mentre Shih Chieh Huang ammicca al puro design con i suoi eccentrici lampadari. Impressionanti le persiane di Miroslaw Balka, riprodotte con certosina dovizia di particolari: le venature e i nodi del legno si specchiano in copie perfette di luccicanti cristalli.