Migliori & friends. A Senigallia i big dello scatto

28 agosto 2013


Ha fermato il tempo nell’attimo della più sublime perfezione geometrica. Con il corpo fatto linea, precisissima a tagliare il paesaggio con un effetto di ineguagliabile senso della composizione. Il tuffatore  di Nino Migliori è tra i più grandi capolavori della fotografia italiana. Scatto iconico, tra i tesori che fino al 10 settembre sono esposti al MUSINF di Senigallia, preziosissimo centro per gli studi e la promozione di una raffinata cultura dell’immagine.

Un ritorno a casa per Migliori, bolognese di nascita ma da sempre legato alla località marchigiana. Dove contribuisce a fondare negli Anni Cinquanta il Gruppo Misa, che prende nome proprio dal fiume che attraversa la città. Un sodalizio che si propone di innovare il modo di scattare, superando la stagione del neorealismo e arrivando a quella che gli stessi elementi del collettivo arrivano a definire “fotografia come arte”.

In mostra le oniriche visioni di Mario Giacomelli, con i contrasti visionari dei suoi celebri paesaggi in bianco e nero; ma anche le linee di Bruno Simoncelli, con elementi minimi di un paesaggio residuale – volute di inferriate, marciapiedi, muri – elevati a perfette ed equilibrate forme geometriche, linee astratte che sferzano con morbida e sinuosa eleganza un orizzonte sospeso nel tempo e nello spazio.

Si passa dalle serie di Piergiorgio Branzi, fortemente influenzato dalla propria attività di giornalista e reporter, agli interni metafisici di Ferruccio Ferroni; e si arriva alle rivoluzionarie inquadrature di Giuseppe Cavalli. Forse il più “artista” tra i nomi in mostra, teorico appassionato dell’indipendenza di una fotografia finalmente elevata a maturo linguaggio estetico. Purissimo e rigoroso, fieramente antiretorico.