Skunk Anansie tra le star del Pukkelpop Festival

13 agosto 2013


La cultura ravers  dei Prodigy e il rock duro e puro dei Deftones, le rime indiavolate di Eminem e il muro noise dei Nine Inch Nails, la raffinata vena cantautorale dell’ex Smiths Johnny Marr e l’accattivante indie dei Franz Ferdinand. Fedele alla propria linea di sfrenato eclettismo il Pukkelpop Festival, tra gli appuntamenti più importanti dell’estate musicale europea. In scena come vuole la tradizione ad Hasselt, in Belgio. Tra il 15 e il 17 agosto.

Un parco sterminato nel cuore delle Fiandre, otto diversi stage ad accogliere nell’arco della tre giorni circa duecento performance. Nato a metà Anni Ottanta come vetrina per band della scena indipendente, il Pukkelpop è cresciuto in maniera esponenziale. Diventando in breve tempo un punto di riferimento su scala continentale, ospitando nelle diverse edizioni artisti del calibro di Nick Cave, Red Hot Chili Peppers, Smashing Pumpkins e Neil Young.

Il cantautore canadese, headliner già nel 1995, manca di poco il bis. Il suo show, in calendario venerdì 16, salta a causa dell’infortunio occorso ad uno dei membri dei suoi Crazy Horse. A suonare, allora, “solo” Skunk Anansie ed Eels: prima della furibonda esibizione, a notte fonda dei ritrovati Prodigy di Liam Howlett. Un cast di stelle assolute, avvicinato ai nomi più interessanti dell’effervescente sottobosco underground.

Si passa così dal post-rock orchestrale dei Godspeed You! Black Emperor all’elettronica dei Bonobo; dai Phosphorescent, vera e propria rivelazione del 2013, al folk allucinato di Bat for Lashes, modernissima cantastorie già al fianco dei Radiohead come apripista della loro tournée del 2008. Obiettivo dichiarato del festival: superare il record di 180mila presenze registrato nella scorsa edizione.