Monza, le opere del MAGA alla Villa Reale

5 settembre 2013


Una colonna di fumo, nerissima. Il balenare dei lampeggianti, l’eco delle sirene, la concitazione di attimi drammatici. Le immagini, eroiche e commoventi, dello stesso staff del museo che si carica in spalla tele e sculture in una fuga disperata. Nel febbraio 2013 si è sfiorato il disastro quando, a Gallarate, un incendio divora il MAGA, prezioso scrigno che raccoglie e racconta l’arte italiana del Novecento. Danni ingenti alla struttura, tutt’ora inagibile. Ma collezione miracolosamente salva.

Opere senza più casa, senza più vetrina. Opere raminghe, che rinnovano il proprio feeling con il pubblico grazie alla solidarietà di musei e istituzioni amiche. E subito riprende il viaggio  titola il progetto itinerante che nella tarda primavera ha portato una selezione dei capolavori del MAGA in Triennale; e che oggi approda, per la sua fase due, a Monza. Con cento pezzi esposti dal 5 settembre e fino al 6 gennaio nel Serrone della Villa Reale.

Le giocose sculture di Baj guardano pensose le indagini spaziali di Bonalumi e Dadamaino, tra le esplosioni cromatiche di Prampolini e la pennellata generosa di Guttuso. Da Fontana a Manzù, da Funi a Campigli: difficile pensare a un’icona del Novecento e non trovarne traccia a Monza. In una mostra che si fonda sul nucleo di opere già viste in Triennale, arricchite da una importante iniezione di novità.

Importante l’indagine sul tema del paesaggio. Declinato nei toni eleganti di De Grada e Music e nelle oscure suggestioni urbane di Sironi, affrontato con piglio unico e originale dai vari Morlotti e Carrà, Carpi e Spazzapan. Ma anche, in senso lato, nelle maquette e nei disegni preparatori per la Voliera per umani : l’eccezionale cattedrale arborea installata da Giuliano Mauri proprio nel Parco della Villa Reale, straordinaria scultura da vivere e condividere.