Esordio a Londra per il Bob Dylan scultore

18 novembre 2013


La sua passione per l’arte è nota non solo ai fan più accaniti. Lo dimostra il successo della prima personale in uno spazio pubblico, realizzata nel museo tedesco di Chemnitz nel 2007; ma anche la recente apparizione nelle sale milanesi di Palazzo Reale, per una retrospettiva curata da Francesco Bonami. Il Bob Dylan pittore è riconosciuto e apprezzato da pubblico e critica. Ora tocca alla sua inedita attività di scultore venire alla luce.

Il folletto di Duluth sceglie la Halcyon Gallery di Londra per tornare a mettersi in gioco, mostrando per la prima volta i suoi articolati assemblaggi metallici. Autentici cancelli, patchwork cuciti con il filo bluastro di una saldatrice, costruzioni che giocano con la doppia vita di oggetti umili e semplici. Chiodi, chiavi inglesi, lame e staffe di vecchie vanghe: simboli di una operosa manualità spogliati della propria funzione ed eternati in una dimensione estetica di limpida purezza formale.

Stranianti e onirici come le ironiche figure di Enrico Baj, visionari e futuribili – o meglio: futuristici! – quasi ammiccassero all’immaginario di Fortunato Depero: i cancelli di Bob Dylan sono omaggio delicato e insieme monumentale all’universo della propria infanzia, al tenero ricordo di un vissuto fortemente legato all’America più profonda, rurale e industriale. Tra ferri di cavallo e ruote dentate.

Sono nato e cresciuto in un distretto metallurgico”  ha spiegato l’artista “dove ogni giorno potevi respirare e percepire l’odore del ferro” . Quella memoria, visiva e olfattiva, si traduce oggi in maturo linguaggio espressivo. Con il cantautore a trasformare il proprio atelier in una specie di officina meccanica, dove custodire con l’ordine di un archivista frammenti dall’identità perduta. In attesa di nobilitarli in forma di scultura.

Nella foto: Bob Dylan al lavoro nel suo studio, settembre 2013 © John Shearer – www.halcyongallery.com


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