Lirica: la Scala di Milano apre con “La Traviata”

6 dicembre 2013


L’inaugurazione di una nuova stagione è il momento di massima fibrillazione per ogni teatro. Ma ce n’è uno, più di ogni altro, che vede la prima alzata di sipario ammantarsi di un fascino che va oltre ciò che si vedrà sulla scena; diventa fenomeno sociale e di costume, passerella per il jet-set della cultura e non solo. È naturalmente La Scala di Milano: attesa febbrile per il tradizionale appuntamento del 7 dicembre con l’avvio della nuova programmazione.

In cartellone uno tra i più amati capolavori di Giuseppe Verdi: La Traviata , opera improntata su un rivoluzionario senso di aderenza ai temi della contemporaneità dell’epoca. Un dramma in tutto e per tutto figlio del suo tempo, vuoi per la collocazione della trama nelle contraddizioni dell’esplosiva borghesia ottocentesca, vuoi per il riconoscimento di canoni musicali – su tutti il valzer – di stringente modernità e popolarità.

Il successo della Traviata  nasce dalla sua capacità di parlare ai contemporanei di verdi, ma anche di astrarsi dal flusso della Storia per coinvolgere con immutata empatia le generazioni successive: fino ai giorni. Gioca su questa duplice lettura Dmitri Tcherniakov, tra i più importanti giovani registi di teatro al mondo, abile nel costruire un intreccio che nel rispetto della classicità propone sguardi sulla più stringente attualità.

Il cast si poggia, naturalmente, su figure di primo piano della lirica internazionale. A partire dalla soprano tedesca Diana Damrau, che torna ad una prima alla Scala dopo aver tenuto a battesimo il Piermarini – era il 2004, sul podio Riccardo Muti – nella prima stagione successiva agli impegnativi lavori di restauro del teatro. Con lei il tenore Piotr Beczala, l’anno scorso a Milano con la Bohème , e il baritono Željko Lučić; a dirigere la bacchetta di Daniele Gatti.

[nella foto: Daniele Gatti sul podio della Scala di Milano]


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