New York non dimentica: in mostra le foto dell’uragano Sandy

12 dicembre 2013


All’appello hanno risposto in novecento. Tra loro gli artisti, i professionisti armati di attrezzature da migliaia di dollari; ma anche i cittadini comuni che nei momenti del dramma, della disperazione e del dolore hanno avuto la lucidità di mettere mano a uno smartphone. E fermare per sempre un attimo da consegnare alla Storia. Quella di una città, New York, tornata a tremare il 29 ottobre 2012, giorno in cui l’uragano Sandy si è abbattuto con cieca e feroce brutalità.

Della mole di immagini pervenuta all’ – circa 10mila in totale – ne vengono scelte duecento, chiamate a testimoniare nelle sale del Museum of the City of New York, un anno dopo quei fatti sconvolgenti, la cronaca della tragedia. Una mostra toccante, a tratti struggente; espressione più intensa dell’anima di un’intera comunità. Stretta attorno alla volontà di superare il disastro e tornare alla normalità.

Non mancano le firme autorevoli: quella di Harvey Stein, da quarant’anni autentico biografo della Grande Mela, autore di reportage per i più importanti magazine americani; quelle del photoeditor del Time   Paul Moakley e di Alex Fradkin, che dedica un focus speciale agli spettrali scorci della città piombata nel buio di un surreale blackout. Le loro fotografie si mescolano a quelle dell’uomo della strada, creando un tessuto narrativo di inarrivabile potenza comunicativa.

È stato calcolato che nelle ore in cui la tempesta ha investito il New Jersey sono state pubblicate sui social network circa 800 immagini al secondo, con il Time  a organizzare una squadra di instagrammers – tra loro il reporter di guerra David Lowy – per raccontare in tempo reale la concitazione di quei momenti. Una sezione speciale della mostra è dunque dedicata alla sterminata quantità di immagini scorse sulla rete, testimonianza preziosissima di come le nuove tecnologie stanno mutando anche il modo di fare cronaca.

[foto: Russ Rowland]


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