Lirica: con Castellucci cent’anni di “Parsifal” a Bologna

1 Gennaio 2014


Da un lato Milano, città verdiana per antonomasia, accreditata come tale grazie all’attività dell’editore Ricordi e l’affetto del pubblico della Scala per il genio di Busseto. Dall’altro Bologna, fieramente wagneriana: ospite nel 1871 della prima italiana del Lohengrin , tanto affascinata dall’estro del compositore tedesco da concedergli la cittadinanza onoraria. Va in archivio il 2013, anno delle celebrazioni per il bicentenario della nascita di Verdi e Wagner. Ma nel capoluogo emiliano c’è ancora di che festeggiare.

Il Teatro Comunale di Bologna torna con la memoria al 1 gennaio 1914. In scena, per la prima volta assoluta in Europa fuori dai confini del Bayreuth, il Parsifal : a cento anni esatti da quell’appuntamento eccezionale, l’ultimo dramma scritto da Wagner torna a emozionare il pubblico bolognese. L’opera è in cartellone a partire dal prossimo 14 gennaio, nel visionario e affascinante allestimento curato da Romeo Castellucci.

Una firma autorevole quella del più recente Leone d’oro per il teatro della Biennale di Venezia, considerato tra i maggiori registi d’Europa. In azione a Tokyo e a Vienna, in alcuni tra i contesti più prestigiosi al mondo; già opzionato da Stéphane Lissner, dimissionario sovrintendente della Scala, per lavorare nel 2018 a due titoli di quella che sarà la sua prima stagione alla guida della prestigiosa Opera di Parigi.

Sul palco, per il Parsifal  di Castellucci, un cast stellare. Con la parte del protagonista affidato al giovane tenore Andrew Richards, accompagnato dal baritono tedesco Detlef Roth, che ritrova i panni di Amfortas dopo il debutto avvenuto in questo ruolo nella cornice del leggendario Festival di Bayreuth (2008). A dirigere l’orchestra del teatro bolognese un apprezzatissimo “nipote d’arte”: Roberto Abbado.

[nella foto: Romeo Castellucci]