Art Dubai: una fiera d’arte da mille e una notte

19 marzo 2014


Prima il progetto per la dependance del Louvre in fase di realizzazione ad Abu Dhabi, con la firma dell’archistar Jean Nouvel; poi l’irruzione sulla scena internazionale di Mayassa Al Thani, la raffinatissima sultana del Qatar che negli ultimi anni ha fatto incetta di capolavori – Renoir, Rothko, Hirst, Bacon e Warhol su tutti – per arricchire il Museum of Islamic Art di Doha. Il mondo dell’arte sembra aver trovato una nuova Mecca. Ovviamente in Medio Oriente…

Il dinamismo culturale dell’area e le esorbitanti disponibilità economiche dei tycoon locali rivestono l’imminente Art Dubai di un interesse che va oltre il carattere della mera curiosità. La prima e più celebre fiera d’arte contemporanea del Golfo Persico, in scena dal 19 al 22 marzo, diventa cartina di tornasole per tastare il polso di una scena mai così frizzante, in grado di polarizzare in modo nuovo il mercato internazionale.

A presentarsi ai circa 25mila visitatori attesi per questa edizione sono 85 gallerie, con oltre 500 artisti in arrivo da più di trenta nazioni diverse. Cinque gli operatori italiani: punta tutto su Gianni Piacentino, reduce dal successo della personale al CAC di Ginevra, la romana Giacomo Guidi; arriva da Milano, invece, Laura Bulian, che si concentra su un rooster di artisti dell’area ex-sovietica: con i vari Said Atabekov e Taus Makhakheva.

Il torinese Franco Noero propone, insieme a nomi del calibro di Gabriel Kuri e Tom Burr, i big di casa nostra Lara Favaretto e Francesco Vezzoli; al pari della Continua di San Giminiano, che mette in dialogo le opere di Pistoletto e Ozzola con lavori di maestri dell’Estremo Oriente. Parterre smaccatamente internazionale per la Galleria Marie-Laure Fleisch di Roma, che porta nel Golfo pezzi di Jorinde Voigt e Rebecca Horn.

[nella foto: preview dell’edizione 2014di Art Dubai © Art Dubai]