Davide Monteleone porta la Cecenia a Milano

27 maggio 2014


Grazie. Ai compagni di viaggio di un’esperienza di brutale intensità, immersione in una realtà lontana dalle luci della ribalta e questo così disperatamente autentica. Grazie a una terra insieme scontrosa e generosa; difficile, tutta da scoprire e conquistare, un passo alla volta. Grazie a Davide Monteleone, reporter che sa fare di uno scatto, di una singola immagine, una storia tutta da vivere e respirare.

Titola “Spasibo” – “grazie” in russo – il progetto che porta il fotografo romano a vincere la quarta edizione del Carmignac Gestion Photojournalist Award, premio che sostiene con una borsa di cinquantamila euro e promuove attraverso una accurata attività espositiva, quello che viene ritenuto il più importante reportage dell’anno. Selezionato da una giuria tecnica chiamata a ragionare sui portfolio dei più importanti professionisti internazionali.

Monteleone, che abbiamo conosciuto su Sky Arte HD come uno dei protagonisti della prima stagione di Fotografi , ci accompagna in Cecenia. Buco nero dove si misurano ataviche tensioni etniche e politiche, sullo sfondo di una illusoria pacificazione delle popolazioni locali ottenuta, da parte dell’establishment russo, con pugno di ferro. E attraverso un processo di modernizzazione dai risultati stranianti.

La scelta del bianco e nero accentua il dramma esasperato di un popolo sconfitto dalla Storia, ma non per questo arreso; sottolinea espressioni di tenace e rabbiosa bellezza, segni di scarna e invincibile bellezza. Individua eroi senza tempo, uomini e donne stretti tra loro in una vigorosa empatia. In mostra fino al 21 giugno negli spazi, freschi di restauro, del Museo Francesco Messina di Milano, nella chiesa sconsacrata di San Sisto.