Engel e Orkin in mostra a Venezia. Due fotografi, una vita

18 maggio 2014


Per entrambi la fotografia era il mezzo privilegiato, forse l’unico possibile, per documentare l’evoluzione di una società quasi frastornata dal ritmo di una modernità incipiente, incalzante, anche feroce nelle sue repentine e irrimediabili trasformazioni. Il loro sguardo originalissimo, puntato con curiosità al cuore dell’uomo, ha aperto la strada a un modo nuovo di osservare; gettando le basi per uno stile che lo stesso François Truffaut considerò germinale per la nascita della Nouvelle Vague.

Uniti nel lavoro e nella vita privata – si sposarono agli inizi degli Anni Cinquanta – ed oggi riuniti in una grande mostra che al Centro Culturale Candiani di Venezia ne omaggia l’estro e il talento visionario: Morris Engel e Ruth Orkin hanno scritto una pagina decisiva per la formazione della fotografia così come è considerata oggi. Nel rapporto strettissimo tra indagine giornalistica e arte, lettura sociale e ritratto introspettivo.

Vita affascinante quella di Ruth Orkin, figlia di una diva del muto, cresciuta a margine della scintillante Hollywood degli Anni Trenta: un’esperienza che accenderà in lei l’attenzione per il ritratto, medium per scavare nella profondità dell’anima. Attratto dalla fisicità dell’azione, invece, Morris Engel, allievo prediletto di Paul Strand: i suoi scatti seguono, fin dagli esordi, la poesia di un dinamismo inconsapevole, istintivo. Come tale perfetto.

Sguardi complementari quelli dei due fotografi, che trovano nella frizzante America degli Anni Quaranta, Cinquanta e Sessanta, il terreno fertile per costruire trame visive di eccezionale ricchezza. E per contribuire a riscrivere anche le regole del cinema: la coppia firma infatti negli AnnI Cinquanta anche Little Fugitive , antesignano dei film indipendenti e underground. Una tra le prime pellicole nata fuori dall’egida delle major a conoscere fama internazionale.

[nella foto: Ruth Orkin, Ragazza americana in Italia, Firenze, 1951 © Ruth Orkin Photo Archive / Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York]