Un secolo di censura in mostra. Dal cinema al web

14 giugno 2014


La legge che ne stabilisce l’entrata in vigore risale al governo di Giovanni Giolitti, i testi attuativi che la disciplinano sono del maggio 1014. Un’altra Italia, un altro mondo quello che vede la nascita ufficiale di un istituto giuridico impermeabile al passare delle mode, degli stili, dei regimi politici, dell’evoluzione della cultura e della società. È con una buona dose di sana autoironia che il Ministero per i Beni Culturali si fa promotore di Cinecensura , mostra che documenta un secolo di tagli, revisioni e polemiche attorno ai film che hanno fatto scandalo.

Un esperimento tutto virtuale, costruito a uso e consumo della rete: un museo permanente quello ospitato all’indirizzo www.cinecensura.com, che passa in rassegna le vicende tormentate di circa trecento lungometraggi e di un centinaio tra spot pubblicitari, cinegiornali e cortometraggi; proponendo in visione oltre settanta “scene incriminate”, raccontando così in modo puntuale i mutamenti del senso del lecito e del pudore che hanno contrassegnato il nostro Paese.

Quattro macro aree indirizzano il pubblico verso le arre verso cui la censura ha esercitato le proprie rigorose attenzioni: tra sesso e violenza, politica e religione. Ad introdurre ognuna delle sale virtuali l’appassionata video-guida di Tatti Sanguineti, tra i maggiori critici cinematografici italiani, che apre il via a un intrigante viaggio ipertestuale tra clip, fotografie e riproduzione anastatica dei documenti originali, tra denunce e dintorni.

Si passa dall’intricata vicenda dell’Ultimo Tango a Parigi  di Bernardo Bertolucci ai costanti freni posti all’estro di Federico Fellini, arrivando a un ricca galleria di interviste ad autori che commentano il proprio rapporto con la censura. Tra gli altri Alejandro Jodorowsky e Luciano Emmer, un immancabile habitué come Tinto Brass e Lucio Fulci, tra i padri fondatori dello splatter e dell’horror moderno.

[nella foto: una scena di Salò – Le 120 giornate di Sodoma  di Pier Paolo Pasolini, film scandalo epr antonomasia]