Da Cattelan a Koons, i gioielli della collezione Pinault a Montecarlo

12 luglio 2014


Ogni pezzo invita, attraverso la seduzione della sua straordinaria magia, a riflettere sul rapporto meta-narrativo tra copia e originale, sull’idea di palinsesto, sul senso di vitalità della stessa opera d’arte. In un gioco incrociato che svela pluralità di connessioni: tra autori diversi, tra lavori dello stesso autore; tra stagioni, correnti, periodi che hanno segnato il contemporaneo. Più che una mostra in senso stretto un sublime gioco di scatole cinesi. Per rivelare i tesori di una tra le collezioni più importanti del mondo.

Bisogna immaginare il Grimaldi Forum di Montecarlo come il desktop di un computer, e ognuna delle circa quaranta opere che compongono ARTLOVERS, selezione dei gioielli più preziosi della raccolta personale del magnate della moda François Pinault, come cartelle che contengono file, immagini, testi e ipertesti. Suggestioni ed emozioni per un viaggio nell’arte che comincia con la fine degli Anni Sessanta e arrivo fino alle acquisizioni di pezzi più recenti.

Lo show si apre con uno dei purosangue di casa Pinault: Jeff Koons. Ecco il suo Hanging Heart , gadget espanso che si appropria dello spazio con tutta l’invadenza propria della cultura post-pop; ed ecco il tenerissimo duplice busto che, parodizzando la statuaria classica, vede l’artista e l’ex compagna Ilona Staller tendere verso un bacio che non arriverà mai. Sospeso nell’attimo appena percettibile di un impagabile intreccio di sguardi.

Ha guardato ad Alighiero Boetti, ma anche ad una delle opere più importanti di Gilbert & George: Maurizio Cattelan duplica se stesso con i manichini di We , celebrando poi alla sua maniera il mito di Pablo Picasso; lasciando la scena alle sculture effimere di Urs Fischer, monumentali blocchi di cera destinati a farsi erodere dal fuoco, e poi ai funebri assemblaggi di Damien Hirst. Oscure wunderkammer pervase dal senso del decadimento ineluttabile delle glorie terrenee.