Il rame tra arte e design. In mostra a Milano

24 settembre 2014


Può capitare di imbattersi in mostre di arte orafa, esaltazione della perizia con cui si addomesticano i metalli e le pietre più preziose; ori, argenti, diamanti e smeraldi, assemblati in oggetti da sogno appartenuti a re e imperatori, grandi dame e potenti di ieri e di oggi. Meno frequente trovare un’analisi tanto ricca e articolata su un metallo in partenza meno “importante”, ma nobilitato in modo spettacolare grazie all’estro e all’ingegno di designer e artisti.

La Triennale di Milano ospita fino al prossimo mese di novembre TRAME , indagine che svela come artisti e designer abbiano trattato il rame dal dopoguerra ad oggi. Una trentina i pezzi d’autore di maestri che vanno dall’informale all’Arte Povera, fino alle ultime istanze della più stretta contemporaneità; cento gli oggetti di design accompagnati dalla documentazione di dieci architetture – dal Padiglione Electa della Biennale di Venezia fino alla Torre Velasca di Milano – che vedono proprio il rame come proprio elemento caratteristico.

Un viaggio affascinante, che comincia con il Concetto Spaziale – New York Grattacielo  realizzato da Lucio Fontana nei primi Anni Sessanta, paesaggio urbano fatto di tagli sferzanti e forature riportati sulla perfetta superficie di un foglio di rame, a evocare l’occhieggiare delle luci dalle finestre della grande metropoli. Un’opera manifesto, cui si aggiungono quelle di Marisa Merz e Gilberto Zorio, Luciano Fabro e Fausto Melotti, Anselm Kiefer e Joseph Beuys.

Alla voce design spiccano le creazioni di nomi storici del made in Italy, come Ettore Sottsass e Antonio Citterio, ma anche le prove di firme di ultima generazione: su tutti quelle del catalano Martì Guixé. E tra un elegante divano tessuto in fibra di rame da Shiro Kuramata e i vasi minimal di Pia Wüstenberg non può mancare a Milano, città della moda, un accento fashion. Perché di rame, ci dimostrano alla Triennale i brand Romeo Gigli e Prada, ci si può anche vestire.