Baruchello da cinema: film d’artista alla Triennale

1 gennaio 2015


Proiettato la prima volta a Parigi, esattamente mezzo secolo fa, ottenne i commenti entusiasti di Marcel Duchamp e Man Ray, di Max Ernst e John Cage. Con quest’ultimo a insistere perché fosse proposto al MoMA, primo passaggio di un percorso internazionale che lo portò nelle collezioni del Centre Pompidou. Verifica Incerta , film d’artista costruito assemblando tra loro frammenti tratti da pellicole di blockbuster americani dell’epoca, è il capolavoro che apre a Milano la mostra dedicata ai video di Gianfranco Baruchello.

Un percorso d’avanguardia quello dell’artista livornese, irrequieto sperimentatore dei più diversi linguaggi espressivi; una parabola creativa, la sua, che incrocia prestissimo la macchina da presa: è nell’Italia del Boom, del Carosello e del progressivo orientamento della società verso gli standard del piccolo schermo che nascono i suoi primi lavori sull’immagine in movimento. Drammatici, potenti, durissimi sotto il profilo concettuale: per una cosciente presa di posizione politica e intellettuale.

Molte le opere, oggi conservate in modo organico nelle collezioni del Museo MADRE di Napoli, esposte fino alla fine del prossimo febbraio, negli spazi della Triennale. Con uno sguardo particolare proprio alla stagione degli Anni Sessanta, quando Baruchello sceglie con eccezionale tempismo di appropriarsi di schemi propri della comunicazione della società dei consumi per metterne in crisi i valori fondativi.

Nella brevitas propria degli spot commerciali emerge così la polemica contro la guerra del Vietnam, contro ogni tipo di guerra: uno schiaffo alla manipolazione e alla banalizzazione dell’informazione da parte dei mass media, riflessione drammaticamente in anticipo su quanto sarebbe accaduto nei decenni successivi. Una lucidissima analisi di un passato che getta le proprie ombre sul presente.