Il Cile realizzerà un progetto di Antoni Gaudì

21 gennaio 2015


Qualsiasi progettista, studente o semplice appassionato di architettura conosce almeno un’opera realizzata da Antoni Gaudì. Così come è a tutti noto che, per vedere dal vivo un edificio firmato dall’architetto catalano, è necessario recarsi in Spagna. Perché lì sono state costruite tutte le architetture di Gaudì, almeno fino a oggi. L’ultima precisazione si rende indispensabile alla luce di un annuncio recente, che in pochi giorni ha già fatto il giro del mondo: il prossimo autunno, a quasi cento anni esatti dalla morte di Gaudì, un suo progetto originale verrà realizzato in Cile.
La presidente del Cile in persona, Michelle Bachelet, ha annunciato in una conferenza stampa di dicembre che il Governo sosterrà finanziariamente la realizzazione del Centro Culturale e Spirituale Gaudì, nella città di Rancagua, all’interno del quale verrà costruira anche una cappella progettata dall’architetto spagnolo.

L’idea di erigere la Cappella di Nostra Signora degli Angeli, questa la sua denominazione completa, risale al 1922. Anno in cui il padre francescano Angélico Aranda inviò a Gaudì una lettera, dove gli chiedeva di disegnare “uno di quei progetti che solo tu sai fare”: incontrato anni prima a Barcellona, il religioso cileno aveva pensato all’architetto per costruire “qualcosa di originale – e molto” per la sua Rancagua, a sud di Santiago.
Nello specifico, chiese a Gaudì di progettare una “porziuncola”, riferendosi con questo termine all’architettura di certo più nota a qualsiasi membro dell’ordine francescano. È chiamata Porziuncola, infatti, una piccola chiesa situata all’interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli, ad Assisi. Nonostante fosse una chiesa alle dipendenze di un monastero benedettino, fu San Francesco ad attivarsi per rimetterla in sesto. Lì era solito pregare e lì, soprattutto, morì il 3 ottobre 1226.
Il termine “porziuncola”, la titolazione della cappella, persino la definizione datane dal frate come di “luogo di perdono” (dal Perdono di Assisi, indulgenza plenaria proclamata nel 1216 dal papa proprio su richiesta di San Francesco): nella lettera di Angélico, un uomo devoto come Gaudì non poteva che leggere un accorato appello, le cui origini affondavano nella storia stessa del cattolicesimo.

Peccato che, in quel 1922, Gaudì fosse totalmente assorbito dal cantiere del suo capolavoro (incompiuto), La Sagrada Familia di Barcellona. Impossibilitato a progettare alcunché di nuovo, decise di rispondere lo stesso alla richiesta di frate Angélico inviandogli alcuni disegni realizzati in precedenza, nel 1915, e – si pensa – ispirati all’opera dell’architetto Luis Bonifacio all’interno della cattedrale di Girona.

Una volta terminato, il progetto di Gaudì dovrebbe estendersi su un’area complessiva di 1.250 metri quadri, comprendendo la cosiddetta porziuncola e gli spazi sotterranei. La cappella vera e propria si alzerà per trenta metri al di sopra della sua base quadrata, mentre sotto il livello del suolo una cripta ospiterà i resti mortali del frate Aranda.
Riguardo l’aspetto simbolico dell’edificio, l’architetto Christian Matzer – incaricato della sua realizzazione – sostiene che la sua struttura iperboloide rappresenti “l’Assunzione della Vergine che, deposta sul letto, viene attorniata dagli angeli, a proteggerla durante l’ascensione”.

 

[Immagine di apertura: © Corporación Gaudí de Triana]