Leonardo a Singapore: in mostra il Codex Atlanticus

3 gennaio 2015


Nemmeno nei suoi sogni più arditi avrebbe immaginato, un giorno, di vedere le opere del proprio ingegno lasciare l’Italia e volare – già, il volo: sua vera ossessione! – dall’altra parte del globo. Un viaggio ideale quello intrapreso da Leonardo da Vinci, protagonista di una trasferta mai così estrema: a lasciare in via temporanea le collezioni della Pinacoteca Ambrosiana di Milano sono i frammenti di uno tra i suoi lavori più importanti. Esposti a Singapore.

Non torneranno a Milano prima del prossimo maggio i quasi trenta fogli originali del Codex Atlanticus in prestito all’ArtScience Museum, per una mostra che replica l’analogo progetto realizzato nel 2013 a Tokyo, portando per la prima volta nel sud-est asiatico autografi del genio del Rinascimento. Un corpus che si concentra sul Leonardo ingegnere e inventore, ma che apre una finestra anche sulla sua attività di artista.

Sei le opere dei lombardi di scuola leonardesca a seguire il Codex  a Singapore, per documentare con efficacia la piena assimilazione della lezione del maestro da parte dei pittori dell’epoca. Nell’Adorazione del bambino con San Rocco  del Giampietrino, così come nella raffinata eleganza della dama ritratta da Giovanni Ambrogio De Predis alla fine del Quattrocento, si respirano infatti le morbide pose plastiche e le armoniose soluzioni dettate dall’artista toscano.

A giocare un ruolo di primo piano sono però gli avveniristici progetti ideati da Leonardo nel campo di quello che non è forse un azzardo definire come forma primigenia di design. Di impressionante precisione i bozzetti per le ali meccaniche tratteggiati in sanguigna (nella foto), come pure i modelli per micidiali macchine belliche e avveniristici strumenti musicali. Segni concreti di un estro dalla inesauribile fantasia.