Lezioni di Rock a teatro

19 gennaio 2015

The Who, cover album Who's Next

Era il 1971, era un periodo di crisi nera per il mondo del rock. Il sogno di Woodstock si era infranto, senza per questo mettere fine alla guerra in Vietnam che anzi imperversava. Il rock sembrava aver esaurito la sua forza propulsiva, l’ambizione a stabilire nuove regole o almeno discutere quelle esistenti. Quel che è peggio, il movimento rischiava di essere messo in scacco dalla repressione dell’establishment, tornata alla carica.

Pete Townshend non ci sta: non crede – non vuole credere – che tutto sia perduto, che il mondo non possa essere salvato dal rock. Ripone così tutte le sue speranze in Who’s next, capolavoro degli Who nonché disco tra i migliori della storia del rock. Un album dove passione e note fanno tutt’uno, e lo straordinario urlo di Won’t get fooled again suona come una promessa pronunciata dall’intero movimento del rock’n’roll.

I due critici musicali Gino Castaldo ed Ernesto Assante racconteranno la genesi e la fortuna di quest’album il prossimo 22 gennaio, a partire dalle 19:00, in una delle loro ormai consolidate Lezioni di Rock. Anche questo appuntamento è ospitato dal Teatro Franco Parenti di Milano, che dalla fine dello scorso anno ha incluso in cartellone le grandi storie del rock, raccontate dal duo attraverso parole, immagini e – com’è sacrosanto che sia – musica.

Conduttori di programmi radiofonici, inviati di Repubblica, scrittori – spesso e volentieri a quattro mani – di libri di critica musicale, Castaldo e Assante si sono dati alla divulgazione del rock nel 2005, dando vita a questo originale format di incontri. Al centro di ciascuna “lezione”, i giornalisti mettono uno specifico episodio artistico nella prospettiva storica che più gli compete, senza tralasciare il racconto di aneddoti, curiosità, retroscena che rendono la narrazione avvincente.
Questo giovedì, poi, promettono di condurvi “dove i sogni sembrano diventare realtà” e le canzoni provano a cambiare gli uomini. Nell’anno in cui, poco ma sicuro, qualcosa di incredibile è comunque successo: la rabbia di una generazione è stata trasformata in poesia.