Mons pronta a celebrare la Cultura Europea

8 gennaio 2015


Benvenuti a Mons, Capitale Europea della Cultura per il 2015. Sono giunti ormai al termine i preparativi per la festa d’inaugurazione, che si terrà il 24 gennaio, segnando un anno memorabile per la città belga. Celebrazioni che in effetti non si interromperanno fino alla fine del 2015: il programma di Mons 2015 consta di oltre 300 eventi e mille diverse iniziative culturali e artistiche.

Per Mons e la regione del Borinage di cui fa parte, il titolo di Capitale Europea della Cultura ha significato molto più di un “semplice” – si fa per dire! – programma di attività culturali. La città, infatti, è stata oggetto di una vera e propria riconversione. Avvalendosi della collaborazione di architetti visionari come Daniel Libeskind e Santiago Calatrava, Mons ha ridisegnato la mappa della propria area per dare vita a una Creative Valley, versione tutta europea della più famosa Valley californiana.

Pur con un occhio di riguardo nei confronti delle nuove tecnologie, impiegate in diversi progetti multimediali che animeranno le vie cittadine, Mons ha soprattutto puntato sulla valorizzazione della propria storia. Dei tre siti UNESCO che la città vanta, il beffroi per esempio – l’unica torre civica di stile barocco in tutto il Belgio – ospiterà un nuovo centro studi, dedicato appunto all’interpretazione di questa tipo architettonico.

La Capitale, inoltre, ha posto quattro nomi di livello internazionale al centro del suo programma, quattro personaggi che a Mons hanno trovato ispirazione e un luogo adatto allo sviluppo della loro creatività: il pittore Vincent Van Gogh, i poeti maledetti Rimbaud e Verlaine, il compositore rinascimentale Orlando di Lasso.
All’indomani della cerimonia di inaugurazione di tutto il programma culturale, il 25 gennaio aprirà appunto forse la più attesa delle mostre previste a Mons, Van Gogh in the Borinage – The Birth of an Artist, che ricostruirà la formazione artistica del pittore olandese avvenuta appunto in quest’area della Vallonia. Residente a Mons dal dicembre del 1978 all’ottobre del 1880, in quei pochi mesi Van Gogh getterà infatti le basi della sua poetica, vivendo a stretto contatto con i contadini e i minatori dell’area. In quelle opere seminali, così cupe e terree rispetto alla sua produzione matura, già si riscontrano i grandi temi della sua pittura, come il rapporto con la terra e la precarietà della condizione umana, sempre in bilico tra ispirazioni idealistiche e necessità corporali.