Il futuro dell’uomo e dell’ambiente. Se ne discute a Roma

12 febbraio 2015

Ludo, street art

Come sarà il mondo nel 2025? A questa domanda prova a rispondere l’Associazione culturale Seven O’ Clock, che oggi ha inaugurato negli spazi dell’Ex Cartiera Latina di Roma una suggestiva rassegna di arti visive e live performance incentrate sul tema dei futuri possibili. 2025 – Future Environment Human chiama a raccolta oltre venti artisti, italiani e internazionali, che esprimeranno le loro concezioni e aspettative attraverso diversi media.

In programma, fino a domenica 15 febbraio, c’è innanzitutto una mostra sul rapporto tra uomo, natura e tecnologia. Dodici opere esprimono altre possibilità di applicare in modo virtuoso – e sostenibile – le innovazioni tecnologiche all’ambiente. Partendo da un’analisi critica dell’esistente, 2025 si pone dunque come un atto di immaginazione artistica collettiva, uno stimolo culturale e propositivo rivolto al futuro.

Il parigino Ludo, di cui proponiamo un lavoro in apertura, ha ideato per esempio un lavoro apposito per l’occasione: i muri dell’Ex Cartiera sono stati pacificamente colonizzati dagli organismi ibridi disegnati dallo street artist, il cui stile rimanda alle tipiche illustrazioni botaniche.
Ancora, Daniela Di Maro ha dato vita a un’installazione interattiva – Cuprum II (2015) – capace di avviare un processo di “fotosintesi artificiale” a partire da tre ricami, realizzati a filo di rame su carta. La luce convogliata sui circuiti da tre pannelli solari viene così trasformata in sononorità eterogenee, modulate a seconda dell’intensità delle onde luminose.

Oltre all’esposizione, la rassegna prevede inoltre tre live performance audiovisive e una teatrale, uno spettacolo di danza interattiva, due talk su architettura e paesaggio – coordinate dallo studio Startt – e una selezione di opere video curata da Dugong Film, che ha raccolto lavori realizzati da cineasti indipendenti ricorrendo soltanto a dispositivi mobili.