Precious: gioielli d’artista da Picasso a Jeff Koons

6 febbraio 2015


Seppure poco popolari – innanzitutto perché inaccessibili a livello economico –, esistono settori del design che sono non-industriali. Dove non si progettano e realizzano “prodotti per il mercato”, più o meno di lusso, ma oggetti pregiatissimi. È il campo del design in edizione limitata o unica, vicino della porta accanto rispetto all’arte contemporanea. Ed è a quest’ambito che dobbiamo far riferimento, per inquadrare i gioielli della collezione di Diane Venet, raccolti in anni di vita trascorsi nelle capitali culturali del Vecchio e del Nuovo Continente – Parigi e New York, certo.

Una collezione di opere d’arte indossabili: è quanto verrà esposto a partire da domani nella mostra Precious: da Picasso a Jeff Koons, presso il nuovo Vitraria Glass +A Museum di Venezia. Dopo le tappe di Roubaix, New York, Atene, Valencia, Miami e Seoul arrivano quindi nella laguna veneta I 161 gioielli firmati dai più grandi artisti contemporanei, alcuni dei quali mai esposti prima di questa mostra. È un’occasione splendida – in tutti I sensi! – per ripercorrere la storia dell’arte contemporanea attraverso un punto di vista inedito, quello appunto tra la creatività più libera e la progettazione di un oggetto da indossare, con tutti I requisiti che richiede.

Oltre a sfidare se stessi nel miniaturizzare la propria cifra stilistica, così da renderla adattabile – ma sempre riconoscibile – al gioiello firmato da loro, gli artisti hanno anche compiuto un ulteriore sforzo, per la creazione di gran parte degli oggetti in mostra: renderlo affine, in qualche modo degno, della persona che avevano in mente durante la fase ideativa. Il gioiello diventa prezioso – precious, come da titolo della mostra – non soltanto per le sue caratteristiche materiale ed estetiche, allora, ma anche per la sua capacità di rappresentare una personalità precisa, a cui la sua storia si lega intimamente.

A proposito di storie, è la stessa collezionista Diane Venet ad aver raccontato la genesi di questa passione. Che è nata il giorno in cui suo marito, l’artista francese Bernar Venet, le ha stretto all’anulare sinistro un sottile bastoncino d’argento, in luogo di un più canonico anello di nozze. Da allora, ogni svolta o novità nella carriera artistica di Venet è stata segnata da un gioiello indosso alla consorte, che nel corso degli anni ha poi chiamato amici e artisti a raccolta attorno alla sua collezione.