L’agricoltura diventa arte. Succede a Milano

25 febbraio 2015

Render: Wheatfield, opera ambientale a Milano

I cittadini di Milano sono stati ufficialmente invitati da Palazzo Marino a partecipare a un’opera d’arte ambientale e, come tale, collettiva: Wheatfield. Un intervento ideato originariamente dall’artista statunitense Agnes Denes per New York, che verrà replicato nel capoluogo lombardo in occasione dell’Expo 2015. I lavori avranno inizio nel pomeriggio di sabato 28 febbraio, in via De Castillia… con una semina.

L’opera consiste infatti in un campo di grano, che andrà a crescere nell’area di Porta Nuova su un’estensione di 5 ettari. La zona è già destinata a ospitare dal 2016 il parco Biblioteca degli Alberi. Intanto, però, la Fondazione Riccardo Catella – in collaborazione con Confagricoltura e Fondazione Nicola Trussardi – ha promosso un progetto artistico che fa dell’area inutilizzata una risorsa.

Risorsa materiale, dal momento che si parla di coltivare un cereale al centro della dieta di tutti gli italiani. Risorsa sociale, soprattutto, perché i cittadini di Milano verranno coinvolti in ogni fase evolutiva dell’opera.
Come vuole la biologia, anche l’intervento di land art in Porta Nuova seguirà un preciso ciclo di vita. Si partirà dalla semina questo sabato, per giungere alla raccolta del grano maturo a luglio. In seguito, alla distesa di spighe si sostituirà in estate un prato costellato di fiori azzurri: la tradizione agricola lombarda prevede che, insieme al grano, si semini anche dell’erba medica.

Tra questi due estremi temporali, un’altra data importante è già stata annunciata oggi, durante la presentazione del progetto. Il prossimo 11 aprile, infatti, l’opera Wheatfield verrà ufficialmente inaugurata: in concomitanza con l’apertura di Miart 2015, la fiera d’arte moderna e contemporanea di Milano, l’area di Porta Nuova riaprirà al pubblico dopo cinquant’anni.
Con la possibilità di attraversare una distesa di grano in piena città, osservando da vicino la crescita e la maturazione delle piante: non ci riesce di pensare a un auspicio migliore di questo, per dare inizio alla nuova vita di un contesto urbano e sociale.